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“Sono preoccupato perché non vedo un progetto ...
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Il SIPPE ha chiesto il rispetto del DPCM in relazione agli ...

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, nel nuovo testo DL Sicurezza, ha richiesto (ed ottenuto) l’introduzione del reato per chi porta in carcere un cellulare ad un detenuto: da 1 a 4 anni sia per chi lo porta che per chi lo riceve. “Un segnale importante su una delle più importanti battaglie del SIPPE, il sindacato della polizia penitenziaria che ha più volte chiesto l’introduzione nel sistema giuridico di sanzioni penali per bloccare il fenomeno dell’introduzione in carcere di apparati di comunicazione che in qualche modo consentono ai detenuti di gestire dall’interno i loro affari, pregiudicando la sicurezza pubblica”. Lo dichiara Alessandro De Pasquale presidente del SIPPE , Sindacato Polizia Penitenziaria che aggiunge: “l’introduzione di telefoni cellulari non sarà più considerato un fatto con conseguenze solo disciplinari ma avrà, in prima battuta, conseguenze sotto il profilo penale e ciò, per il SIPPE, è un forte segnale”. Bene, anche - continua De Pasquale - l’inasprimento di pene per chi agevola il detenuto sottopostio a regime di 41bis nelle comunicazioni (sotto qualsiasi forma) con l’esterno; la pena precedentemente prevista da 1 a 4 anni, passa da 2 a 6 anni. Se poi il reato è commesso da un pubblico ufficiale, un incaricato di pubblico servizio o da chi esercita la professione forense, la condanna aumenta e diventa da 3 a 7 anni. “Le modifiche apportate - conclude il sindacalista - sono alcune delle tante battaglie del SIPPE, fortemente sostenute anche dal Capo del DAP, dott. Bernardo PETRALIA che ha da subito posto in essere interventi importanti per il Corpo di Polizia Penitenziaria e per la sicurezza del sistema penitenziario.

Roma, 06 ottobre 2020

Venerdì, 02 Ottobre 2020 00:00

Concorso 754 agenti e Commissioni

E’ notizia dell’ultima ora che l’iter procedurale per il concorso 754 agenti di Polizia penitenziaria elevato a 938 posti, si stia avviando al termine. Dopo aver concluso le visite di seconda istanza, il DAP informa che sono iniziati gli invii delle convocazioni per i cd “ricorrenti” che saranno sottoposti a visita dal prossimo 19 ottobre. Terminata anche questa operazione si procederà all’avvio del Corso che inizierà, presumibilmente, nella seconda metà del mese di Dicembre p.v., quando cioè le SFAPP saranno nuovamente disponibili (al termine del Corso per Sovrintendenti - aliquota B).

Commissioni

Nell’ultima settimana di ottobre si riunirà la Commissione Ricompense, chiamata a valutare ben 3524 proposte, atte ad “onorare” azioni esemplari poste in essere da appartenenti al Corpo. Sempre nello stesso mese, il giorno 19, è prevista la riunione anche della Commissione ex Art.50 per gli avanzamenti al grado del ruolo agenti/assistenti e l’esame dei ricorsi avverso i rapporti informativi.

Roma, 2 ottobre 2020

LA SEGRETERIA GENERALE Si.P.Pe

Mercoledì, 30 Settembre 2020 00:00

Arriva l’una tantum

Finalmente sul cedolino di Settembre il personale di Polizia Penitenziaria, ad esclusione del contingente in forza alla Giustizia Minorile che dovrà ancora attendere, ha trovato il tanto atteso emolumento denominato “una tantum” previsto dall’Art.45 comma 3 dei correttivi sul Riordino delle carriere. Considerato che gli importi – nettamente differenti rispetto a quanto ci si attendeva - hanno generato non poca confusione fra i beneficiari, si riassumono di seguito i punti cardine della norma:

- Assistenti Capo coordinatori in servizio al 31 dicembre 2019 che non hanno beneficiato di riduzione nella permanenza nella qualifica, di anticipazione alla denominazione di coordinatore euro 315,00. Si tratta di quegli Assistenti Capo in servizio al 31 dicembre 2019 che in virtù del Riordino delle carriere 2017 hanno già percepito l’una tantum di euro 1000,00);

- Assistenti Capo che hanno raggiunto tra il 02/01/2017 ed il 30/09/2017 l’anzianità di almeno 8 anni nella qualifica euro 800,00;

- Assistenti Capo che hanno raggiunto tra il 02/01/2017 ed il 30/09/2017 l’anzianità di almeno 12 anni nella qualifica euro 1000,00 (decurtati degli euro 800,00, se percepiti in occasione del Riordino delle carriere 2017, per aver maturato 8 anni nella qualifica);

- Sovrintendenti Capo coordinatori in servizio al 31 dicembre 2019 che non hanno beneficiato di riduzione nella permanenza nella qualifica, di anticipazione alla denominazione di coordinatore euro 430,00.

Si tratta di quei Sovrintendenti Capo in servizio al 31 dicembre 2019 che in virtù del Riordino delle carriere 2017 hanno già percepito l’una tantum di euro 1200,00;

- Sovrintendenti Capo che hanno raggiunto tra il 02/01/2017 ed il 30/09/2017 l’anzianità di almeno 8 anni nella qualifica euro 1200,00;

- Sostituti Commissari coordinatori in servizio al 31 dicembre 2019 che non hanno beneficiato di riduzione nella permanenza nella qualifica, di anticipazione alla denominazione di coordinatore euro 540,00;

Si tratta di quei Sostituti Commissari coordinatori in servizio al 31 dicembre 2019 che in virtù del Riordino delle carriere 2017 hanno già percepito l’una tantum di euro 1500,00;

- Ispettori Superiori-Sostituto Commissario che hanno raggiunto tra il 02/01/2017 ed il 30/09/2017 l’anzianità di almeno 4 anni nella qualifica euro 1300,00;

- Ispettori Superiori-Sostituto Commissario che hanno raggiunto tra il 02/01/2017 ed il 30/09/2017 l’anzianità di almeno 8 anni nella qualifica euro 1500,00 (decurtati degli euro 1300,00, se percepiti in occasione del Riordino delle carriere 2017, per aver maturato 8 anni nella qualifica).

Va precisato che tutti coloro che sono transitati nel ruolo dei sovrintendenti (aliquota A e B), maturando una decorrenza giuridica nel nuovo ruolo anteriore al 02.01.2017, non percepiscono l’una tantum.

Stessa cosa vale per tutti coloro che hanno modificato la loro qualifica prima del 31.12.2019 (es. 971 Ispettori).

A disposizione per ulteriori chiarimenti che dovessero rendersi necessari

La situazione degli istituti penitenziari è al collasso e la polizia penitenziaria, abbandonata dal Ministero della Giustizia, merita più rispetto. Gestione delle risorse umane allo stremo, turni massacranti che ignorano l’accordo quadro e personale a rischio dal punto di vista psicofisico. Ormai siamo ai titoli di coda per la polizia penitenziaria nel Ministero della Giustizia e solo il passaggio agli Interni può salvarla da una gestione inefficiente ed inefficace.

La Casa circondariale di Terni, come tanti altri istituti in Italia, vive lo strascico di decisioni scellerate ed inopportune a livello centrale. L'accorpamento dei Provveditorati regionali ha contribuito ad isolare alcuni territori sia nelle scelte che nelle decisioni sindacali. Troppi circuiti a fronte di personale limitato, con distacchi permanenti e preparazione iniqua per le categorie dei ristretti presenti. A Terni sono state costruite dodici sale per le video conferenza con mancanza di sottoufficiali, carenza nuovamente acclarata con il ritorno in sede dei sovrintendenti riconosciuti dal concorso per titoli. Sedi in sovrannumero e istituti in sofferenza quotidiana se non supportati da missioni di personale giornaliero ma si continua a riempire gli istituti di detenuti e non si sopperisce minimamente alle necessità di chi vi lavora. Il personale a vario titolo, anche quello del Comparto Ministeri, vive quotidianamente una situazione di disagio, carichi di lavoro eccessivi senza le dovute pause e più posti di servizio e incarichi connessi dovute alle carenze organiche ministeriali.

Assurdo e incomprensibile il silenzio di un ministro che starebbe superando, senza colpo ferire, i suoi predecessori per immobilismo e mancanza di prospettive a lunga scadenza. L'istituzione carcere è ormai al collasso in tutto il suo apparato dove alcuni sindacati portano all'onore della cronaca solo le aggressioni al personale di polizia penitenziaria, il più delle volte esagerate nella descrizione forse per esigenze di tesseramento. Gridare al "lupo a lupo" potrebbe diventare pericoloso. La polizia penitenziaria viene umiliata da tutti, dalle aggressioni di detenuti, dal continuo ritrovamento di oggetti non consentiti come i telefonini.

Una situazione in working progress pronta a lasciare dei segni tangibili nelle vite degli uomini e delle donne della polizia penitenziaria, abbandonati alla loro sorte, un accanimento terapeutico che rischia di minare la salute e i propri affetti. Non abbassiamo la guardia e non lasciamo nulla al caso, non lasciarsi intimorire è il primo invito a tutti i dipendenti e poi bisogna ricordarsi che il contratto sottoscritto disciplina sei ore di lavoro. E' deplorevole accettare turni full time a meno che non derivino da calamità naturali, evasioni o ribellioni. L'amministrazione non elargirà sicuramente premi e chi vi acconsentirà passerà solamente per assecondare un sistema malato dalla base. Il circolo vizioso va stanato, i ruoli dirigenziali e direttivi giocano sulla pelle di tutte le qualifiche minori senza se e senza ma, il rispetto è verso le persone e anche verso la società che sicuramente servirà in futuro un conto salato a tutti indistintamente.

Terni, 22 settembre 2020

Francesco Petrelli
Dirigente Nazionale SIPPE 
Martedì, 15 Settembre 2020 00:00

ARRUOLAMENTI NELLA POLIZIA PENITENZIARIA

Nell’imminente futuro l’Amministrazione dovrà procedere all’assunzione di ulteriori unità di Polizia penitenziaria.

➢ n°1113 unità interessate dal turn-over previsto per l’anno 2021;

➢ n°236 assunzioni straordinarie previste dalla Legge di Stabilità 2018;

➢ n°277 assunzioni straordinarie previste dalla Legge di Stabilità 2019.

In ragione di ciò, si prospetta l’assunzione di 1626 unità di Polizia penitenziaria che saranno reperite:

✔️ per il 40% (650 unità), attraverso lo scorrimento della graduatoria degli idonei non vincitori del concorso 754 agenti di Polizia penitenziaria (elevato a 938), ossia esclusivamente i partecipanti all’aliquota riservata ai “civili”;

✔️per il restante 60%, attraverso la pubblicazione di un nuovo Bando di concorso per 976 unità, di cui 732 uomini e 244 donne, riservato ai VFP1 E VFP4.

Vi terremo aggiornati.

LA SEGRETARIA GENERALE SIPPE

Roma, 15 sett. 2020 - Firmato, non all'unanimità, l'Accordo che sancisce la stabilizzazione del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria in posizione di distacco da lungo tempo negli Istituti Penitenziari per motivi di servizio e per gravi motivi (ex art.7). Il provvedimento riguarderà il seguente numero di distacchi:

✔️ N.47 unità per motivi di servizio in uscita dal Dap;

✔️ N.33 unità per motivi di servizio in uscita da Sedi diverse;

✔️ N.18 unità per gravi motivi in uscita dagli II.PP.;

✔️ N.2 unità in uscita dalle SFAP per gravi motivi.

Altresi', saranno stabilizzati anche N.123 unità per i provvedimenti per gravi motivi disposti dai PRAP. L'Accordo prevede la stabilizzazione di tutti coloro che alla data del 31 dicembre 2019, con provvedimento della DGPR o di un PRAP, siano stati distaccati in maniera continuativa per un periodo pari o superiore a 6 anni. A margine dell'incontro il DG, accogliendo le istanze delle compagini sindacali, ha inteso avviare un confronto sullo stato di agibilità delle CC.OO.RR. e la relativa posizione del personale. Identica riflessione varrà per il Servizio Cinofili nonché uno specifico punto della situazione verrà fatta circa la sorte di 34 ispettori dell'ultimo Corso di Formazione non interessati dal rientro in sede per una scelta diversa dell'Amministrazione.

La Segreteria Generale

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