È operativo l’accordo di affiliazione tra il SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria) e il SINAPPE (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria), uno dei maggiori sindacati con elevatissimo grado di rappresentatività nella Polizia Penitenziaria. “L’accordo tende a rafforzare l’autonomia del sindacato e le azioni di intervento a tutela degli operatori del comparto sicurezza”. A dirlo è Alessandro De Pasquale, Presidente del SIPPE che, in occasione della sottoscrizione dell’accordo, ha dichiarato che l’obiettivo è trovare con il SINAPPE soluzioni condivise per consentire ai poliziotti penitenziari di operare in condizioni dignitose all’interno di strutture penitenziarie sempre più sovraffollate e spesso fatiscenti. Il Segretario Generale del SINAPPE Roberto Santini, nel sottolineare la condivisione di obiettivi con il SIPPE, ha espresso forte soddisfazione per l’accordo di affiliazione. “È un onore - afferma il leader del SINAPPE - che un sindacato come il SIPPE, molto attivo e ben distribuito sul territorio, abbia scelto la quarta forza sindacale del Corpo della Polizia Penitenziaria; grazie anche al loro impegno si rafforzerà la rappresentanza sindacale autonoma nel Corpo di Polizia Penitenziaria e nel Comparto Sicurezza”. De Pasquale e Santini hanno infine evidenziato l’importanza dell’accordo che consentirà al SIPPE di accedere a pieno titolo a tutte le prerogative sindacali per una maggiore tutela dei diritti dei poliziotti penitenziari.

Condivido la scelta del sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi del M5S, di istituire una commissione d’inchiesta interna al Dap che supporti le istanze di giustizia e verità più volte avanzate dai familiari e dal nostro sindacato”. Lo dichiara Alessandro De Pasquale, Presidente Nazionale del Sindacato Polizia Penitenziaria (SIPPE), organizzazione sindacale che, insieme ad un altro sindacato, il SINAPPE, ha più volte chiesto di far luce su questo caso ancora pieno di lati oscuri. L’agente Sissy - afferma De Pasquale - che ho conosciuto personalmente, è stata raggiunta da un colpo di pistola nel 2016, mentre si trovava in servizio presso l'ospedale civile di Venezia, in circostanze ancora tutte da chiarire e, dopo due anni di coma, è morta portando con se la verità; il nostro sindacato accoglie favorevolmente la decisione di Ferraresi di dare ulteriori speranze a chi non crede all’ipotesi del suicidio di una ragazza che amava la vita. Se fosse accertata l’ipotesi di omicidio- continua il sindacalista - allora, per i tanti punti oscuri da accertare, ci troveremmo in presenza di un assassino apparentemente molto abile a far perdere le sue tracce e ciò lascia presupporre che potrebbe essere una persona esperta. È compito delle istituzioni fare luce sulla tragedia - conclude De Pasquale - auspico che questo caso non si trasformi in un altro mistero italiano.

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Lunedì, 28 Gennaio 2019 00:00

Sottoscritta preintesa accordo Fesi 2019

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Si è appena concluso l’ultimo incontro per la discussione del FESI relativo all’anno in corso; un documento rispetto al quale il Si.P.Pe. esprime cauto ottimismo, con riserva di verificarne gli effetti sul campo in sede di attuazione. Sicuramente soddisfa il fatto di poter fornire al Personale una piattaforma certa su cui orientare i propri livelli di produttività. Il 2019 è il primo anno che si giunge a scrivere le “regole del gioco” e a renderle conoscibili agli interessati già dal mese di gennaio. L’impianto risulta articolato nel medesimo modo di quelli precedenti in relazione alle fattispecie A1 e A2, all’interno delle quali sono state ricomprese, quali assenze utili al raggiungimento della soglia, anche quelle per assistenza al disabile. E’ stato riproposto, anche per il 2019, il maxi bonus collegato ai servizi di fascia A1 al raggiungimento di 227 giornate di presenze effettive (187 nell’ipotesi di orario di lavoro articolato su 5 giorni). Questa volta l’Amministrazione si è resa conto della necessità di riscrivere il sistema delle responsabilità dei Comandanti attraverso l’individuazione di obiettivi più “adulti” che meglio rispondono alle esigenze di governo dei penitenziari.

"Sono sempre più preoccupanti gli episodi che mettono in luce le difficili condizioni di lavoro in cui sono costretti a lavorare le donne e gli uomini del Corpo di polizia penitenziaria all'interno degli istituti penitenziari italiani; da ultimo, un'aggressione da parte di un detenuto nei confronti di un agente nel carcere palermitano Ucciardone" Lo afferma, nella sua interrogazione in commissione, l'Onorevole di Fratelli d'Italia Carmela Ella Bucalo che ha portato alla luce il caso di un agente in servizio presso il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere che sarebbe impiegato in mansioni di «addetto al servizio di manutenzione giardinaggio/agricola», conducendo mezzi agricoli e svolgendo personalmente attività agricole e giardinaggio che dovrebbero essere svolte dai detenuti cosiddetti «lavoranti». Tale caso era stato segnalato anche dal sindacato - afferma Carmine Olanda, Segretario Generale del SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria) - ma il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, a cui avevamo inviato la segnalazione, non sembra abbia raccolto le nostre lamentele visto che il poliziotto, nonostante la carenza di personale ed il sovraffollamento del carcere di Santa Maria Capua Vetere, continua a svolgere mansioni non previste dall'articolo 5 della legge n. 395 del 1990 che cristallizza i compiti istituzionali degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria. Il caso dell'agente impiegato in mansioni non proprie, lascia presupporre - afferma Olanda - che oltre alla grave carenza del personale nelle carceri italiane, vi è anche una cattiva gestione dello stesso come oltretutto evidenziato anche dal deputato interrogante Bucalo il quale dichiara in via generale che la carenza di personale, la scorretta gestione dello stesso, le continue aggressioni dei detenuti nei confronti degli agenti, la scarsa salubrità dei posti di servizio e il sovraffollamento delle carceri, costituiscono un grave problema per l'ordine e la sicurezza delle carceri, costringendo il personale penitenziario a lavorare in condizioni disumane. Le condizioni delle carceri italiane sono disastrose - conclude Olanda - i poliziotti sono costretti a lavorare oltre l'orario previsto, rischiando la loro vita ed il posto di lavoro, come il caso di un agente nel carcere di Messina che, dopo molte ore di lavoro straordinario, rischia un procedimento disciplinare e penale per il suicidio di un detenuto. L'onorevole Bucalo, nella sua interrogazione chiede infine al Ministro quali iniziative abbia adottato, o ritenga di adottare, al fine di garantire negli istituti penitenziari italiani un'adeguata dotazione di poliziotti penitenziari e una corretta gestione del personale stesso; in che modo intenda intervenire per fronteggiare nell'immediato il problema legato alle aggressioni dei detenuti nei confronti del personale penitenziario e se ritenga necessario, vista l’escalation delle aggressioni, dotare il corpo di polizia penitenziaria del Taser già in uso alle altre forze di polizia.

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“Siamo moderatamente soddisfatti per l’acquisto di almeno 26mila uniformi ma il numero non è sufficiente per soddisfare totalmente le esigenze operative di circa 38mila poliziotti penitenziari” Lo dichiara in una nota Carmine Olanda Segretario Generale del SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria). Il Sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone - afferma Olanda - si ritiene soddisfatto per lo stanziamento di 4.635. 000 euro per provvedere al rinnovo delle uniformi e al vestiario mancante per la Polizia Penitenziaria ma la somma stanziata non è assolutamente sufficiente neanche per l’acquisto delle scarpe. Vorremmo sapere a questo punto - continua Olanda - dove Morrone riuscirà ad acquistare, con circa 150 euro (spesa per ogni agente) tutto il vestiario in dotazione ai poliziotti e necessario per svolgere dignitosamente i compiti istituzionali. Siamo quindi soddisfatti a metà - conclude il sindacalista - perché il sedicente Governo del cambiamento ha almeno dimostrato un minimo di impegno che sembra trasformato in propaganda elettorale che non risolve i problemi della Polizia Penitenziaria. Roma 25 gennaio 2019

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