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RINNOVO CONTRATTUALE (2019-2021)

Roma, 28 ottobre 2020 - Si abbandonino i proclami e si stanzino risorse per restituire dignità alle forze di polizia. Dopo aver conosciuto un lungo blocco contrattuale e dopo un timido rinnovo (relativo alla sola parte economica) giunto nel 2018, dal 2019 le forze di polizia – come è noto - sono nuovamente senza contratto! Sul finire di un funesto 2020 giunge la prima convocazione, presieduta dal Ministro Dadone, per cominciare a ragionare sul nuovo contratto. Di fronte ad un’Amministrazione che si è presentata al tavolo priva di qualsiasi documento, proiezione, numeri, risorse, parlare di un avvio dei lavori è davvero “fantasioso”. L’incontro si è piuttosto trasformato in un’assise rivendicativa ove – con poca concretezza – ognuno ha messo sul tavolo i propri desideri. Un nulla di fatto, l’ennesimo, che ci pone ad una distanza siderale dal raggiungimento dell’obiettivo: ridare dignità economica alle forze di polizia e valorizzare il lavoro precipuo della polizia penitenziaria come segnale di riconoscimento per un lavoro difficile condotto mai sotto i riflettori ma sempre con spirito di abnegazione. È sulla base di queste premesse che il Si.P.Pe – rappresentando il divario economico che si registra con gli omologhi della Polizia di Stato (su tutti, si guardi al FESI che per noi risulta pesare circa un terzo rispetto alle risorse della P.S.) – chiede il finanziamento per l’istituzione di due nuove indennità specifiche: l’indennità di sezione e l’indennità di sorveglianza a vista. Sempre sotto il profilo economico, è necessaria la detassazione sia degli incrementi contrattuali (per non vanificarne gli effetti a causa di una importante pressione fiscale), sia del lavoro straordinario eccedente le 25 ore mensili, come riconoscimento concreto degli sforzi ulteriori che vengono chiesti al personale. E ancora, è necessaria la rideterminazione degli importi per lavoro straordinario e per i servizi di missione, oltre a maggiori stanziamenti per il rimborso delle spese legali alla luce dell’introduzione del reato di tortura. Molteplici le proposte anche sotto il profilo normativo, che vanno dalla disciplina delle pensioni integrative, a quella delle visite fiscali (in ragione – anche qui – della disparità “interpretativa” che si registra fra Ministero della Giustizia e Ministero dell’Interno). Per il momento, si resta in attesa di ottenere la tabella delle risorse disponibili – specificatamente richiesti, quale precondizione per ragionamenti concreti – e il calendario dei prossimi incontri. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi Si.P.Pe

Last modified on Mercoledì, 28 Ottobre 2020 17:08
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