Ostellari: affidata la delega al DAP e alla Polizia Penitenziaria
Dopo le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro il Governo ha scelto di riorganizzare le competenze con l’obiettivo di garantire continuità ed efficienza all’azione amministrativa, nel solco del lavoro portato avanti finora.
Tra le decisioni adottate, spicca l’assegnazione al sottosegretario Andrea Ostellari della delega al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP) e alla Polizia Penitenziaria. Una scelta che, personalmente, avevo auspicato già nei giorni scorsi e che si inserisce in un percorso di attenzione crescente verso il comparto.
Ritengo infatti Ostellari una figura equilibrata, capace di ascolto e profondamente attenta alle esigenze delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Un impegno che può trovare ulteriore forza proprio grazie al lavoro già impostato negli ultimi anni, che ha contribuito a riportare al centro del dibattito politico le questioni legate al sistema carcerario.
In un momento in cui il sistema penitenziario affronta criticità complesse – dal sovraffollamento alle condizioni di lavoro del personale – è fondamentale poter contare su una guida politica che sappia coniugare continuità e rinnovata capacità di intervento, valorizzando quanto costruito e introducendo nuovi strumenti operativi.
La nuova articolazione delle deleghe può rappresentare, dunque, non solo un passaggio organizzativo, ma anche un valore aggiunto per rafforzare il dialogo tra istituzioni e operatori penitenziari, spesso chiamati a svolgere il proprio lavoro in condizioni difficili e con grande senso dello Stato.
Ora sarà fondamentale tradurre queste scelte in azioni concrete, capaci di incidere realmente sulle criticità del sistema e di valorizzare il lavoro di chi, ogni giorno, garantisce sicurezza e legalità all’interno degli istituti penitenziari.
Il Presidente Sippe
Dott. Alessandro De Pasquale
Scomparsa della Dottoressa Federica D’Amore, 49 anni, Commissario Capo di Polizia Penitenziaria e già Segretaria Regionale SIPPE per il Triveneto
La Segreteria Generale del SIPPE comunica, con profondo dolore, la scomparsa della Dottoressa Federica D’Amore, Commissario Capo di Polizia Penitenziaria, Comandante della Casa Circondariale di Gorizia e già Segretaria Regionale del SIPPE per il Triveneto.
Originaria di Trieste, la Dottoressa D’Amore si è distinta nel corso della sua carriera per le elevate qualità professionali, il forte senso delle istituzioni e le straordinarie doti umane. Sempre disponibile all’ascolto e al sostegno dei colleghi, ha rappresentato un punto di riferimento importante sia nell’ambito dell’Amministrazione Penitenziaria sia nell’attività sindacale.
Con determinazione e passione aveva raggiunto il traguardo di dirigere un istituto penitenziario, realizzando il suo più grande obiettivo professionale. Prima di questo incarico aveva portato avanti con dedizione il proprio impegno nel SIPPE e nel SINAPPE, contribuendo attivamente alla tutela dei diritti del personale di Polizia Penitenziaria e alla crescita dell’organizzazione sindacale.
La sua prematura scomparsa lascia un vuoto profondo umano e professionale in tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerla, stimarla e collaborare con lei.
La Segreteria Generale del SIPPE esprime le più sentite condoglianze alla famiglia, ai colleghi e a tutti i suoi cari.
La Segreteria Generale
Zaccariello nominato Dirigente Generale della Polizia Penitenziaria
Il Dott. Augusto Zaccariello è il primo Dirigente Generale della Polizia Penitenziaria, nominato dal CdM al vertice del Corpo in un percorso professionale che lo ha visto ricoprire, nel corso degli anni, ogni ruolo e qualifica, a partire dai livelli iniziali fino ai più alti incarichi di responsabilità.
Una carriera esemplare, costruita con impegno, competenza e profondo senso delle istituzioni, che rappresenta un modello concreto di crescita meritocratica all’interno di un Corpo di polizia dello Stato. Il raggiungimento di questo traguardo assume un significato particolarmente rilevante: la Polizia Penitenziaria può oggi annoverare al proprio vertice un Dirigente proveniente dalla carriera in divisa, espressione diretta dell’esperienza maturata sul campo e della conoscenza approfondita delle dinamiche operative e organizzative dell’Amministrazione.
Pur riconoscendo l’importanza storica di questo risultato, il Sippe evidenzia come esso non costituisca un punto di arrivo definitivo, bensì una tappa significativa in un percorso più ampio volto al rafforzamento dell’identità, del ruolo e della piena autonomia del Corpo, obiettivo da perseguire con determinazione quando le condizioni normative e istituzionali lo consentiranno.
La Segreteria Generale del SIPPE esprime vive congratulazioni al Dirigente Generale Augusto Zaccariello per il prestigioso incarico conferito, formulando i migliori auguri di buon lavoro, certa che saprà svolgere il proprio mandato con equilibrio, competenza e spirito di servizio nell’interesse della Polizia Penitenziaria e dell’intera Amministrazione.
Rinnovo contratto: investimenti concreti per il Comparto Sicurezza
Avviato il confronto per il rinnovo del contratto del Comparto Sicurezza e Difesa (2025–2027), scaduto a dicembre 2024. Segnali positivi arrivano sui tempi e sulla conoscibilità delle risorse, in linea con gli impegni assunti dal Governo.
Riconosciuta la professionalità della Polizia Penitenziaria, fatta di sacrificio, prontezza e responsabilità, che deve trovare riscontro in investimenti concreti nel rinnovo contrattuale.
Le risorse disponibili per il Pubblico Impiego e la possibile quota destinata al Comparto Sicurezza porterebbero a un incremento retributivo complessivo del 5,4% a regime dal 2027, con l’obiettivo di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione.
Per il Si.P.Pe. e Si.N.A.P.Pe la priorità resta chiara: rafforzare le voci fisse e continuative, sostenere le indennità e valorizzare la specificità del lavoro in uniforme, anche attraverso misure fiscali agevolate come la detassazione delle indennità accessorie.
Dott. Alessandro De Pasquale
Presidente Sippe
Cambiare il sindacato per cambiare la Polizia Penitenziaria
Negli ultimi anni il sindacalismo nella Polizia Penitenziaria sembra attraversare una fase di trasformazione complessa. Molti operatori percepiscono una distanza tra la loro esperienza quotidiana e l’operato delle organizzazioni sindacali, e talvolta la partecipazione attiva può influenzare le dinamiche interne di assegnazione degli incarichi. In alcuni contesti, la presenza di cariche sindacali può creare la sensazione di ostacoli nell’accesso a determinati incarichi, e non è raro che il personale percepisca la necessità di prendere le distanze dalle attività sindacali più visibili.
Storicamente, i sindacati della Polizia Penitenziaria hanno adottato uno stile comunicativo fortemente orientato alla segnalazione delle criticità operative. Le comunicazioni ufficiali, nate per evidenziare problemi rilevanti, talvolta vengono percepite come troppo frequenti o eccessivamente dettagliate anche su questioni minori, con il rischio di ridurne l’efficacia e il valore simbolico. Questo modello comunicativo ha contribuito a far percepire il sindacato più come un elemento di presenza costante che come un soggetto capace di incidere concretamente sulle condizioni di lavoro.
Un’altra dinamica importante riguarda la competizione tra sigle sindacali. Spesso i comunicati enfatizzano la rappresentatività o il primato di una organizzazione rispetto alle altre, facendo quasi passare in secondo piano la costruzione di strategie condivise e l’unità d’azione su temi centrali come organico, sicurezza, formazione e benessere professionale. Questo approccio frammentato può rendere più difficile realizzare interventi incisivi e condivisi a favore del personale, limitando la capacità complessiva del sindacato di incidere concretamente sulle condizioni di lavoro.
Di conseguenza, il personale tende talvolta a percepire il sindacato come un soggetto distante, da osservare piuttosto che con cui interagire. Questa percezione genera diffidenza e riduce il coinvolgimento attivo, indebolendo la capacità delle organizzazioni di rappresentare efficacemente gli interessi della categoria. Esperienze di altri comparti della sicurezza, come la Polizia di Stato, mostrano come un approccio più strategico, coeso e orientato al dialogo possa produrre risultati concreti, offrendo spunti utili per la Polizia Penitenziaria.
Riflettere sul ruolo e sulle priorità del sindacalismo non significa criticare singoli individui, ma contribuire al miglioramento di un’istituzione fondamentale per la tutela dei lavoratori. La crisi percepita può essere vista come un’opportunità: ripensare comunicazione, strategie e modalità di rappresentanza può rafforzare il sindacato come interlocutore autorevole, capace di valorizzare il personale e contribuire concretamente al miglioramento delle condizioni di lavoro.
In definitiva, cambiare il sindacato può diventare la leva per cambiare la Polizia Penitenziaria stessa. Il futuro del sindacalismo passa da un equilibrio tra comunicazione efficace, coesione tra le organizzazioni e capacità di proporre soluzioni concrete. Solo così il sindacato potrà riconquistare maggior fiducia del personale, diventando uno strumento di partecipazione attiva e di sviluppo professionale, invece di essere percepito come un elemento da cui prendere le distanze.
Dott. Alessandro De Pasquale
Presidente SIPPE
GIUSTIZIA MINORILE, “ASSEGNAZIONI PROVVISORIE D’UFFICIO SENZA REGOLE: NO A DECISIONI UNILATERALI!
La nostra Organizzazione Sindacale contesta con forza i recenti provvedimenti con cui 8 agenti del 185° Corso, in servizio presso gli UIEPE, sono stati assegnati d’ufficio e in via provvisoria agli istituti penali per minorenni, senza interpello, senza confronto, e senza motivazioni reali.
È inaccettabile che trasferimenti così impattanti, anche quelli provvisori, vengano disposti:
- senza emergenze operative dimostrate
- senza coinvolgere i lavoratori interessati
- con motivazioni vaghe e generiche
- scaricando perfino i costi del trasferimento sui colleghi, come nel caso dei due agenti mandati da Venezia a Treviso, senza riconoscimento dell’indennità di missione.
L’assegnazione d’ufficio è legittima solo se fondata su esigenze straordinarie e documentate, nel rispetto della trasparenza e del confronto. Qui siamo davanti a scelte arbitrarie che ignorano i diritti delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria e le norme contrattuali.
I colleghi hanno costruito le proprie aspettative di vita e di lavoro sulla sede loro assegnata dopo il corso. Stravolgere tutto senza preavviso né spiegazioni vuol dire rompere la fiducia tra Amministrazione e personale.
Chiediamo:
✅ il confronto immediato con i colleghi coinvolti
✅ la revoca dei provvedimenti in assenza di disponibilità espressa
✅ il pieno riconoscimento dei diritti economici
✅ l’apertura di un tavolo sindacale serio per ripristinare correttezza e rispetto.
I diritti non si calpestano. I poliziotti penitenziari non sono pedine.
“Carceri al collasso, servono risposte vere”. Intervista ad Alessandro De Pasquale su PDQ Magazine
Il Presidente del Si.P.Pe., Alessandro De Pasquale, racconta senza filtri le criticità del sistema penitenziario italiano: sovraffollamento, carenza di personale, suicidi e la necessità urgente di riforme strutturali.