FESI: La scelta operata, sia per coerenza che per snellezza ...
“Condividiamo le riflessioni del Ministro della Giustizia
Nonostante diverse vittime del Covid-19 tra gli agenti, ancora
Si è tenuto nella mattinata odierna, dopo un stop durato

FESI: La scelta operata, sia per coerenza che per snellezza delle procedure così da consentire l’accredito in tempi ragionevolmente brevi, è stata quella di una ripartizione proporzionale delle somme rispetto ai turni espletati nelle fasce A1 e A2.

Per la fascia A1: Ai turni notturni (24-08 e 24-06) ai 5.20 euro già percepiti si aggiungono ulteriori 2.42 per ogni turno Ai turni pomeridiani e serali (12-18 / 18-24 / 16-24) ai 4.40 euro già percepiti si aggiungono 2.04 euro per ogni turno Ai turni mattinali (06-12 e 08-16) ai 3.60 euro già percepiti si aggiungono 1.67 per ogni turno.

Per la fascia A2: l’incremento sarà pari a 0.82 euro per ogni turno Nel corso dell’incontro l’Amministrazione ha notiziato i presenti circa la volontà del Governo di riaprire in tempi brevi i lavori per il rinnovo contrattuale. L’accordo su cui si è trovata l’intesa dovrà essere sottoscritto alla presenza del Ministro per poi essere destinato alle incombenze ragionieristiche dello Stato. È ragionevolmente plausibile ritenere che le somme possano essere accreditate nel mese di settembre p.v. La trattativa si è svolta in modalità videoconferenza.

30 Marzo 2021 Sippe

“Condividiamo le riflessioni del Ministro della Giustizia Marta Cartabia sul superamento dell’idea del carcere come unica effettiva risposta al reato: il carcere come extrema ratio”. A dichiararlo è il Presidente del SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria) Alessandro De Pasquale dopo aver ascoltato le parole del Ministro all’audizione alla commissione Giustizia della Camera sulle linee programmatiche del dicastero. “Questo ambizioso piano - continua il sindacalista - non può però essere attuato senza il necessario coinvolgimento della polizia penitenziaria che dovrà assumere in concreto il ruolo di polizia specializzata nell’esecuzione e controllo di tutte le misure alternative alla detenzione”. “Il Corpo - afferma De Pasquale - necessità di una riforma proiettata all’ampliamento dei compiti istituzionali, mettendo al centro non solo il carcere ma , soprattutto, le misure alternative, così da creare un corpo di polizia della giustizia altamente specializzato”. Secondo De Pasquale la riforma dovrà mettere al centro anche la formazione e l’aggiornamento del personale, elementi necessari per poter svolgere al meglio le proprie funzioni di polizia dello Stato specializzata. “Auspichiamo- conclude De Pasquale - che il neo Ministro della Giustizia inserisca tra le priorità anche la polizia penitenziaria, un’istituzione che non può più essere considerata “accessoria” al sistema penitenziario, alla giustizia e alla sicurezza del paese”.

Roma, 19 Marzo 2021

Nonostante diverse vittime del Covid-19 tra gli agenti, ancora niente vaccini per la polizia penitenziaria in molte carceri italiane. A denunciarlo è Alessandro De Pasquale, presidente del SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria) che aggiunge: Solo in Campania ci sono stati 5 decessi per Covid tra le fila della polizia penitenziaria (di cui 3 nel carcere di Carinola), ossia la metà del dato nazionale. Nonostante ciò - dichiara De Pasquale- non è ancora partita in molte strutture e servizi penitenziari la campagna vaccinale, a differenza delle altre forze dell'ordine che stanno già effettuando i vaccini. I poliziotti penitenziari sono stanchi, a causa di una pessima gestione dell'emergenza sanitaria che, a tutti i livelli, si starebbe rivelando inefficace e fallimentare. A questo fallimento si aggiunge anche quello della gestione delle carceri, dove il personale continua ad operare con poche risorse umane, in condizioni di sicurezza precarie e con strumenti operativi non più idonei. L’Amministrazione penitenziaria - conclude De Pasquale - ha l’obbligo giuridico di tutelare la sicurezza dei lavoratori e non può gestire le carceri e la pandemia in modo approssimativo. Il nuovo Ministro della Giustizia, se vorrà entrare nella storia, dovrà modernizzare le carceri, dare prospettive ai suoi operatori, concretizzando così le finalità costituzionali della pena.

Roma, 11 Marzo 2021

Martedì, 09 Marzo 2021 00:00

PCD Mobilità: Esiti dell’incontro al DAP

Si è tenuto nella mattinata odierna, dopo un stop durato qualche mese, il secondo incontro per il varo del nuovo PCD inerente la mobilità ordinaria del personale di polizia penitenziaria dei ruoli Agenti/Assistenti - Sovrintendenti - Ispettori. Al di là delle dichiarate aperture ad uno schema rinnovato che ponga al centro la salvaguardia di criteri cardine come la specializzazione (con particolare riferimento al mondo della Giustizia Minorile e di Comunità), molteplici sono stati i suggerimenti tesi a migliorare lo schema proposto, dichiarando per altro la propria ferma contrarietà rispetto ad alcuni punti proposti dall’Amministrazione e che non possono in alcun modo vederci “complici”. Su tutti segnaliamo la ferma opposizione a qualsiasi aggiustamento al ribasso (nella proposta dell’Amministrazione si parla addirittura di 0,20) per i punteggi legati all’anzianità di servizio. Riteniamo che debba essere rieditato il vigente sistema di attribuzione dei punteggi (in crescendo rispetto al crescere dell’anzianità) sul quale per altro il personale ha imparato a fare affidamento. Nei vari passaggi è stato chiesto all’Amministrazione di esplicitare il concetto di disagio (che come è noto da diritto a punteggi aggiuntivi) anche in ragione della proposta dalla quale emergono “nuove” sedi disagiate (diverse rispetto a quelle ad esempio contenute nel FESI). Proprio parlando di sedi disagiate, è stato suggerito di espungere da tale articolo (solo in ragione della sua rubrica) il punteggio GOM e di dedicare a tale settore un proprio articolo: riteniamo poco “gratificante” per l’intelletto inserire sotto la medesima rubrica un disagio e un’eccellenza. Il GOM è e resta un’eccellenza della Polizia Penitenziaria a cui spetta, sotto il profilo della maggiorazione dei punti nella partecipazione agli interpelli di trasferimento, un trattamento ad hoc previsto da DM che va rispettato ma che deve trovare un autonomo spazio nell’articolato. Senza volerci dilungare su ogni singolo aspetto dei suggerimenti portati al tavolo, merita menzione la posizione di questa sigla in merito alla proposta dell’Amministrazione di assegnare una seppur piccola aliquota di corsisti nelle sedi del Sud a prescindere dall’esistenza o meno di una “lista d’attesa”. Riteniamo sul punto che non vi siano margini di trattativa ponendoci l’obiettivo di salvaguardare il criterio dell’anzianità di servizio e le legittime aspettative di chi da anni desidera un trasferimento, magari verso casa. Riteniamo che vi siano altri e più pertinenti strumenti (su tutti la riscrittura del regolamento di servizio) per rendere maggiormente performanti le sedi del sud Italia senza mettere in discussione prelazioni legate alle anzianità di servizio. Il prossimo incontro è stato fissato per il 23 Marzo.

Roma, 9 marzo 2021

Roma, 19 Febbraio 2021 - In uno dei suoi primi discorsi programmatici in vista del voto di fiducia, il neo Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, tra i punti di discussione, ha sottolineato di aver preso a cuore la situazione del personale che opera dentro le carceri. Draghi inizia il suo discorso parlando delle piccole e medie imprese, ma con una forte virata sulla giustizia, sulla giusta durata dei processi e sulla situazione delle carceri italiane. Il neo Presidente ha dichiarato “di voler intraprendere azioni per migliorare la giustizia penale e civile quale servizio pubblico essenziale che rispetti tutte le garanzie in linea con la media degli altri paesi europei”. Ha proseguito dicendo che “non sarà trascurata la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate, esposte a rischio e paura del contagio”. “Questa dichiarazione di intenti” ad avviso del del SIPPE, affiliato al SINAPPE, potrà essere raggiunta attraverso un virtuoso rapporto di collaborazione tra Istituzioni centrali, periferiche e collettività: ed è in questo senso che auspichiamo come parte sociale coinvolta attivamente per il bene comune della nostra Amministrazione, che si prosegua con le linee di intervento messe in campo dai nostri attuali vertici Dipartimentali. È per questo che chiediamo di non aderire alle logiche dello spoil system che imporrebbero il cambio dei nostri massimi esponenti, ma di consentire loro che venga portata a compimento quel cambio di passo cosi auspicato anche da questo governo entrante. Le carceri sono un tema delicato che va affrontato non per mezzo di logiche temporali d’intervento a breve termine ma attraverso provvedimenti che abbiano una progettualità. Il percorso di riforma intrapreso dopo l’insediamento dei nuovi vertici – in seguito la bufera sulle scarcerazione di un certo contingente di detenuti sottoposti al regime 41 bis - invece di essere demolito dovrebbe, a nostro sommesso avviso, essere degno di fiducia da parte dei nuovi governatori del paese cosi da poter portare a compimento tutto quello che di concreto fino ad ora è stato fatto a favore di tutto il sistema carcere; ci auguriamo che tra i punti all’ordine del giorno, già intrapresi, ci sia il proseguimento, con relativa definizione, del processo di riforma del modello custodiale attraverso la rielaborazione del sistema dei circuiti penitenziari e la riorganizzazione del sistema lavoro, attagliandolo alle mutate esigenze lavorative”. Nell’esprimere le nostre più vive congratulazioni al Presidente del Consiglio Mario Draghi ed alla nuova formazione del Governo, questa Organizzazione è certa che questo clima di auspicata collaborazione, se intrapresa, saprà rafforzarsi e diventare sempre più proficua nell’immediato futuro in cui dovremo tutti operare per il raggiungimento di importanti obiettivi.

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