Ecco i dati che il DAP ieri ha reso pubblici. Grazie al Sippe
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“Accogliamo favorevolmente la nomina a Capo del Dap reggente del dott. Riccardo Turrini Vita, attuale Direttore Generale della Formazione. Il Dott. Turrini ha le competenze per essere un capo Dap titolare perché persona preparata e molto sensibile alle esigenze della polizia penitenziaria, essendo stato anche Direttore Generale de Personale e delle Risorse”. Lo dichiara Alessandro De Pasquale, presidente del SIPPE, Sindacato Polizia Penitenziaria. “Tuttavia - conclude De Pasquale - non comprendiamo la nomina di Turrini, che dovrebbe essere per due mesi, visto che in questi giorni si è parlato molto della nomina a capo Dap del Procuratore Generale di Reggio Calabria Dino Petralia”.

Roma, 8 maggio 2020

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A pochi giorni dalla nomina e senza attendere sollecitazioni, il neo Vice Capo DAP Roberto Tartaglia ha incontrato i sindacati della Polizia Penitenziaria in video conferenza. Un momento conoscitivo in cui l’attuale “numero due” di largo Daga non ha lesinato sentimenti di stima per il lavoro svolto dalla Polizia Penitenziaria che ha potuto apprezzare nel corso della sua carriera professionale, prima da avvocato e poi da magistrato. “Uomini e donne con la schiena dritta e le spalle larghe”: una definizione tanto più veritiera in questo particolare momento storico. “Abbiamo apprezzato l’approccio del vice capo e questo fa ben sperare per la polizia penitenziaria” afferma Alessandro De Pasquale - Presidente Nazionale Sippe, sindacato affiliato al Sinappe. Il dott. Tartaglia avvia il suo mandato in uno scenario in cui le relazioni sindacali sono interrotte, non per via di coloro che lo hanno proceduto alla guida del DAP, ma per una generale disattenzione della politica nei confronti delle esigenze della Polizia Penitenziaria. In questo momento prevale la volontà di ricostruire e provare a fare presto e bene per dare risposte concrete al personale. E’ per questo motivo che ci siamo detti disponibili ad una ripresa del dialogo istituzionale insieme al Sinappe: un’apertura di credito nei confronti delle nuove figure che però dovranno far giungere quel segnale di attenzione che la Polizia Penitenziaria merita”. “Non fissiamo date ma ci sono priorità per le quali non siamo disposti ad aspettare oltre: dalla sollecita convocazione della commissione avanzamenti, all’avvio del corso per i sovrintendenti dell’aliquota 40%. Si deve giungere a dama per la partita delle piante organiche e per le strategie antiaggressione. Si devono dare risposte in merito alla funzionalità o meno del sistema di sorveglianza dinamica. Non possiamo nascondere le molte difficoltà di un carrozzone disorganizzato (con riferimento all’intero sistema penitenziario) ma siamo disposti a lavorare insieme per cambiare le cose. Le premesse sono buone, adesso servono i fatti!.

“Non voglio entrare nel merito delle dichiarazioni rese ieri in Tv dal dott. Nino Di Matteo, spero lo facciano quanto prima i politici in Parlamento ma se quanto da lui affermato fosse accertato, ci troveremmo davanti una brutta pagina per il mondo della Giustizia Italiana e a questo punto non sono sufficienti solo le dimissioni del Ministro della Giustizia Bonafede ma di tutto il Governo. Non si può far passare il grave messaggio che l’incarico a Capo del Dap non fu affidato al dott. Di Matteo perché non gradito dai mafiosi; se fosse accertata questa assurda ipotesi, sarebbe un fatto grave senza precedenti.“ Lo dichiara Alessandro De Pasquale presidente del SIPPE, Sindacato Polizia Penitenziaria. ”Con le dimissioni di Basentini - continua De Pasquale - auspicavamo che al Dap potesse finalmente arrivare un uomo forte e determinato come Nino Di Matteo, ma ancora le nostre aspettative sono state deluse e oggi, sentiti certi presunti retroscena, siamo molto preoccupati, il SIPPE spera davvero che la mancata nomina del dott. Di Matteo non sia conseguenza del contenuto delle intercettazioni raccolte in carcere”.

Roma, 4 maggio 2020

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